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“Mentre la neve si scioglie” di Kiril Vasilev, una recensione

Vincitrice nel 2022 del premio letterario Konstantin Pavlov – assegnato dal 2021 nel giorno della nascita dell’omonimo poeta, il 2 aprile – la silloge di Kiril Vasilev Mentre la neve si scioglie (in originale Šestvieto, “La processione”) è arrivata a inizio marzo sugli scaffali italiani grazie al lavoro della casa editrice Valigie Rosse e della traduttrice Alessandra Bertuccelli. Un’antologia senza sconti e senza abbellimenti, alla costante ricerca di “un pur minimo senso” in tutto ciò che mette a nudo assurdità e labilità dell’esistenza umana. Una prospettiva nichilistica, e a tratti anche beffarda, che non esclude però la possibilità di trovare una personale via d’uscita.

Сеячът

Видях как звездите се гмуркат в нощта
за да изтеглят за ръка безръките тополи

Видях как се провираме внимателно
между пулсиращите хриле на желанието

Видях че говорим на различни езици
но лежим по едни и същи начини на брега


Не посмяхме да питаме защо сме тук
нито как ще продължим когато си тръгнем

Една щедра ръка с отривист жест хвърляше
непознати семена в браздите на смъртта ни

Il seminatore

Ho visto le stelle tuffarsi nella notte
e trarre per mano i pioppi senza mani

Ho visto il nostro prudente transitare
fra le pulsanti branchie del desiderio

Ho visto che parliamo in lingue diverse
ma in egual modo giacciamo sulla riva

Non abbiamo osato chiedere perché siamo qui
né come proseguiremo quando ce ne saremo andati

Una generosa mano con un gesto brusco gettava
semi ignoti nei solchi della nostra morte

Mentre la neve si scioglie è la quarta raccolta di Kiril Vasilev, dopo Tri poemi (“Tre poemi”, 2004), Lipsvašti stranici (“Pagine mancanti”, 2010) e Provinci (“Province”, 2015).

Nato a Sofia nel 1971, insegna alla facoltà di Filosofia dell’Università di Sofia “San Clemente di Ocrida”, dove è ricercatore. Questo spiega la cifra filosofico-politica di cui è intriso quello che a primo acchito parrebbe poco più di una minuziosa e affollata processione, per riprendere il titolo originale, di sventure e patimenti terreni.

Come sottolinea nella prefazione Ani Ilkov, tra i maggiori poeti contemporanei della Bulgaria, Vasilev attribuisce alla poesia e all’uomo “il ruolo di provocatori di una catastrofe galattica”. E così l’autore indugia con dettaglio nella disperazione, in descrizioni desolanti, perché nonostante il mondo e l’essere umano siano “fenomeni poetici, non fisici”, tutti noi “vaghiamo sicuri da un capo all’altro dell’Inferno”, ma chi ha il coraggio di chiedere del Paradiso? La poesia. La poesia contro “la tenebra del Tempo, su cui l’uomo non ha nessun potere”, puntualizza Ilkov.

не си тук да оздравяваш
а да дадеш възможност на този малък свят
да изпълни спокойно дълга си
да те изгребе безшумно като пясъчен насип
зад който ще видиш за кратко гората на осрещния бряг
преди отново да гръмне сватбярската музика
в един от корабите-кръчми
и непобедимият глас на крайречната тиня
в която лигав и топъл се ражда животът
радостно да закрещи

non sei qui per guarire
ma per dare la possibilità a questo piccolo mondo
di adempiere tranquillamente il proprio dovere
di scavarti silenziosamente come un argine di sabbia
dietro cui vedrai di sfuggita il bosco sulla riva opposta
prima che riattacchi la musica di una festa di nozze
in una delle navi ristorante
e che l’invincibile voce del limo lungo il fiume
in cui viscida e calda nasce la vita
prorompa in grida di gioia

Momenti di sofferenza, malinconia e incertezza fotografati con nitidezza, i quali però non precludono la possibilità di una fugace distrazione, sia essa nell’osservazione del creato – la poesia di Vasilev prospera nel sottobosco di radici e fogliame di una natura indifferente e imperturbabile  – o anche soltanto nell’ironia.

Il lungo componimento in undici parti intitolato Colpo di sole a Durazzo, ad esempio, è un capolavoro di sarcasmo che dipinge con pennellate feroci l’assurdità della costa albanese devastata dalla turistificazione. Anche se ogni astrazione pare non fare altro che riportare alla luce “carenze e vuoti propri della civiltà contemporanea”, come puntualizza Alessandra Bertuccelli nel risvolto di copertina.

аз съм чужденец
дошъл тук по неясно каква причина
заобиколен от непристъпен език
готов да умре в хотелската си стая
под звуците на дрънчащия климатик
ако не беше притеснението ми за собственика
не бих искал да му създавам излишни неудобства
в пика на туристическия сезон
иначе с облекчение си представям
как ме напъхват в полиетиленов чувал
с декадентската памет за антични статуи
и барокови църкви
и ме изхвърлят в един от разкривените контейнери
зейнали на острещния тротоар пред хотела
никой няма да обърне внимание на миризмата
радостта от шофирането на крадените мерцедеси
заличава всичко

io sono uno straniero
venuto qui per chissà quale motivo
circondato da una lingua inaccessibile
pronto a morire nella mia stanza d’albergo
al suono sferragliante di un climatizzatore
non fosse per il proprietario
non vorrei disturbarlo oltremodo
al culmine della stagione turistica
altrimenti è un sollievo immaginare
mentre mi infilano nel sacco di polietilene
con la memoria decadente di statue antiche
e chiese barocche
e mi gettano in uno dei container deformi
con le fauci spalancate sul marciapiede dell’hotel
nessuno che noti l’odore
la gioia di guidare mercedes rubate
cancella tutto

Quella di Vasilev è una lirica spietata, ma che non mira alla denuncia, né tantomeno al giudizio. Si tratta piuttosto di un incessante sottolineare che “il nostro lento il nostro lento consumarci non ha proprio niente di straordinario, è semplicemente inesorabile, inarrestabile, come la neve che si scioglie”, secondo il blog collettivo di traduzione poetica Linguafranca.

Anzi, tale messa a nudo forse ci suggerisce che è proprio questa presa di coscienza, superata la fase dolorosa, a lasciare aperto uno spazio per la possibilità di una salvezza. Una questione che attraversa tutta la raccolta, “a cui ognuno, per fortuna, è chiamato a rispondere individualmente”: così la traduttrice ci esorta alla lettura di Mentre la neve si scioglie.

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Mentre la neve si scioglie di Kiril Vasilev, traduzione di Alessandra Bertuccelli, Valigie Rosse, 2025

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Giorgia Spadoni
Giorgia Spadoni

Traduttrice e interprete. S’interessa di letteratura, storia e cultura est-europea, in particolar modo bulgara. Ha vissuto e studiato in Russia (Arcangelo), Croazia (Zagabria) e soprattutto Bulgaria, dove si è laureata presso l’Università di Sofia “San Clemente di Ocrida”. Tra le collaborazioni passate e presenti East Journal, Est/ranei, le riviste bulgare Literaturen Vestnik e Toest, e l’Istituto Italiano di Cultura di Sofia. Collabora con varie case editrici e viaggia a est con Kukushka tours. È autrice della guida letteraria “A Sofia con Georgi Gospodinov” (Giulio Perrone Editore).