Come potrai immaginare, questo progetto ha dei costi, quindi puoi sostenerci economicamente con un bonifico alle coordinate che trovi qui di seguito. Ti garantiamo che i tuoi soldi verranno spesi solo per la crescita del progetto, per i costi tecnici e per la realizzazione di approfondimenti sempre più interessanti:
IBAN IT73P0548412500CC0561000940
Banca Civibank
Intestato a Meridiano 13
Puoi anche destinare il tuo 5x1000 a Meridiano 13 APS, inserendo il nostro codice fiscale nella tua dichiarazione dei redditi: 91102180931.
Da qualche settimana è uscito Piazza 900, un podcast che racconta quattro piazze del Friuli Venezia Giulia. Il progetto è stato prodotto dall’Associazione culturale Bottega Errante e realizzato con il sostegno della Regione Friuli-Venezia Giulia e della Fondazione Friuli, in collaborazione con Radio Onde Furlane. La voce e la penna dietro a Piazza 900 sono invece di Monica Mosolo, con la quale abbiamo deciso di scambiare due chiacchiere, per farci raccontare come è nato il progetto e come andrà avanti con le prossime uscite.
Monica Mosolo raccontaci come nasce l’idea di Piazza 900 e come mai hai scelto proprio le piazze come argomento intorno al quale far ruotare le storie.
L’idea di lavorare sulle piazze, in realtà, è nata dalla vulcanica mente del team di Bottega Errante: il podcast è uno dei tasselli di Piazza ‘900, un ampio progetto che ha per protagoniste dieci piazze del Friuli Venezia Giulia, per ciascuna delle quali è stata creata una mappa interattiva con immagini e testi che illustrano gli avvenimenti che le hanno percorse durante il Secolo breve, con l’idea di rappresentare un punto d’incontro tra la storia del Novecento e il territorio.
Per le piazze dei quattro capoluoghi di provincia era prevista anche la realizzazione dei podcast. Quando mi hanno contattato pensavo che volessero solo propormi di leggere i testi, visto che avevo già collaborato con Bottega Errante come attrice; invece, inaspettatamente, mi hanno chiesto di occuparmi anche della scrittura. Ho avuto un attimo di esitazione, poi ho risposto qualcosa del tipo “ok, non ho mai scritto un podcast in vita mia, quindi… facciamolo!”
Come mai hai scelto proprio la forma del podcast?
Il mio rapporto con i podcast, lo confesso, era letteralmente inesistente. Avevo provato ad ascoltarne qualcuno, ma perdevo regolarmente il filo della storia, perché faccio molta difficoltà a concentrarmi su tutto ciò che non offre supporti visivi. Mi perdo persino con le audioguide nei musei! Non un ottimo inizio per chi deve scrivere un podcast, insomma. Ma mi piaceva molto l’idea di passare dalla semplice lettura alla scrittura, l’argomento era intrigante e lo sentivo molto mio. Insomma, più che scegliere il podcast, è stato lui che ha scelto me, ma devo dire che sono molto contenta che l’abbia fatto.
Abbiamo sentito le prime puntate, cosa ci aspetta nelle altre?
La prima puntata era dedicata a Gorizia e affrontava in particolare il tema del confine: mi piaceva l’idea di delineare la storia di questa linea che diventa sempre più sottile, e culmina con Gorizia e Nova Gorica che insieme sono nominate Capitale Europea della Cultura. Peccato solo che l’Italia ci abbia tolto la gioia del lieto fine e si ostini a mantenere i controlli di frontiera con la Slovenia: quel passo indietro su Schengen è veramente doloroso.
Per la seconda puntata ci spostiamo, come diciamo noi in Friuli, “di là da l’aghe”, al di là dell’acqua, ossia oltre il fiume Tagliamento. La protagonista è piazza XX settembre a Pordenone, una città con una storia industriale interessantissima, che ne ha plasmato l’urbanistica e il contesto architettonico. Colpevolmente, non ne sapevo quasi nulla, quindi è stato molto interessante per me conoscere questa realtà.
La terza tappa si svolge a Trieste, e non abbiamo potuto fare altro che cedere al fascino della sua piazza più bella: piazza Unità d’Italia. Qui la storia ha lasciato segni pesanti al suo passaggio: la piazza ha fatto da cornice a eventi epocali quali il corteo funebre di Francesco Ferdinando, assassinato nel 1914 a Sarajevo, o l’annuncio delle leggi razziali nel 1938.
Concludiamo con Udine, dove la scelta è caduta su una piazza periferica e poco amata dagli abitanti della città: piazza XXVI luglio. Oggi è nota soprattutto per ospitare una grande rotonda che dà accesso alla città ma, insospettabilmente, la Storia ha lasciato segni indelebili anche da quelle parti.
Ci piace sempre parlare anche degli aspetti tecnici del podcast, raccontaci quello che c’è dietro. Ci sono altre persone, hai fatto tutto da sola?
Il mio punto di partenza è stato immaginare chi potesse essere il potenziale destinatario del mio lavoro. Volevo scrivere qualcosa che raccontasse i fatti storici senza farla diventare una lezione scolastica, e quindi ho cercato di partire da un episodio, da un’immagine, da un particolare. Utilissime sono state le passeggiate che Bottega Errante ha organizzato durante la scorsa estate proprio all’interno del progetto, perché mi hanno dato la possibilità di visitare le piazze e i luoghi circostanti e di trovare ispirazione per il racconto.
L’autrice del podcast, Monica Mosolo
Dopo essermi documentata sull’ambito storico e avere individuato il punto di partenza, la scrittura è filata molto liscia, ma ho dovuto attendere le prime registrazioni “casalinghe” per capire se i testi funzionassero davvero: leggevo, registravo, ascoltavo, correggevo. Quando gli audio mi convincevano, entrava in scena mio marito Daniele, prezioso controllore di comprensibilità della storia; se mi dava l’ok, inviavo la registrazione a Bottega Errante; trattandosi di un podcast, ho preferito mandare loro l’audio piuttosto che il testo scritto. Sinceramente non so se sia il modo corretto di produrre i podcast, ma l’ho trovato molto funzionale per il mio modo di immaginarli e scriverli.
Hai avuto delle ispirazioni o comunque dei modelli ai quali ti sei ispirata per questo lavoro?
Come detto, la mia frequentazione dei podcast è veramente molto sporadica, ma mi è piaciuto moltissimo Blokada di Andrea Baudino e Giuseppe Modica: frequento Sarajevo e la Bosnia Erzegovina da molti anni, e ho trovato in questo lavoro quello che avrei voluto ci fosse nel mio, ossia grande precisione storica e, allo stesso tempo, la capacità di raccontare in modo emotivamente coinvolgente una storia complessa.
Ho la fortuna di avere, oltre alla formazione teatrale, anche un lavoro che mi costringe a cercare tutte le strategie possibili per tenere l’attenzione di un pubblico difficilissimo come quello degli adolescenti: insegnare storia e letteratura italiana alle scuole superiori spesso ti costringe a usare molto la creatività per tenere i ragazzi attaccati al racconto. Per questo ho inserito anche immagini quasi comiche o ricordi d’infanzia, come il “panico da confine” di cui si parla nella puntata di Gorizia: ovviamente ne soffro anch’io, avendo passato mille volte, mio malgrado, i controlli di frontiera con la macchina stipata di vietatissimi pacchetti di sigarette, che mia madre infilava in ogni anfratto della macchina perché costavano molto meno che in Italia.
Ancora oggi ho il batticuore quando mi fermo alla sbarra, anche se non ho nascosto nulla da nessuna parte! Un mio ricordo bello è legato anche a Udine, quando chiedevo a mio papà se saremmo passati per piazza XXVI luglio, perché adoravo vedere… beh, non vi svelo tutto, nell’ultima puntata scoprirete cosa mi affascinava così tanto!
Autore dei libri “Questo è il mio posto” e “Curva Est” - di cui anima l’omonima pagina Facebook - (Urbone Publishing), "Predrag difende Sarajevo" (Garrincha edizioni) e "Balkan Football Club" (Bottega Errante Edizioni), e dei podcast “Lokomotiv” e “Conference Call”. Fra le sue collaborazioni passate e presenti SportPeople, L’Ultimo Uomo, QuattroTreTre e Linea Mediana. Da settembre 2019 a dicembre 2021 ha coordinato la redazione sportiva di East Journal.